Volkswagen T-Roc, su strada con la seconda generazione: più grande e con motori solo elettrificati

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LISBONA – Subito come mild hybrid a 48 Volt da 1.5 litri, poi anche da 2.0 a trazione integrale e quindi anche full hybrid sempre da 1.5. È la tabella di marcia della commercializzazione della seconda generazione della Volkswagen T-Roc, già ordinabile, e il cui arrivo nei saloni italiani è previsto per gennaio ad un prezzo che parte da 33.900 euro, quelli della variante Life, per la quale il costruttore promette una linea “media” di equipaggiamento. La base, la Trend, nel Belpaese non arriva proprio. Significa, ad esempio, che lo schermo per l'infotainment sarà solo da 12.9''.
Seppur alle prese con salari che non crescono e un potere d'acquisto che cala, gli automobilisti italiani continuano ad avere un debole per le declinazioni meglio accessoriate: oltre la Life ci sono la Style e la R-Line. Il colosso tedesco continuerà a produrre la T-Roc in Portogallo, a Palmela, e come per la prima generazione, la prova su strada è partita da Lisbona e si è conclusa a Cascais. Il Suv è diventato più lungo (4,37 metri, 12 centimetri in più) e più alto 1,57 (9 millimetri guadagnati), ma anche più spazioso per effetto di un passo allungato di 30 millimetri che garantiscono più posto agli occupanti e maggiore capacità al bagagliaio (30 litri aggiuntivi), compresa fra 475 e 1.350 litri.
A essere pignoli, ad andature sostenute si avverte qualche fruscio all'altezza dei retrovisori esterni e, anche a quelle basse si avverte l'ingombro del tunnel centrale, tra l'altro rifinito con plastiche dure. Invece, sorprende positivamente la visibilità posteriore, che è buona malgrado la forma e le dimensioni del lunotto, “sacrificato” sull'altare di linee più aggressive. Nonostante le proporzioni lievitate, la T-Roc è più filante: il coefficiente di resistenza aerodinamica è sceso del 10% a 0,29, contribuendo a rendere complessivamente più efficiente un modello già estremamente apprezzato: due milioni di esemplari venduti da 2017 a oggi. Piuttosto aggressiva la griglia anteriore, quasi non troppo da auto di famiglia, come dimostra invece l'impostazione morbida, vocata al comfort. Del resto è anche un'auto che sulla bilancia si ferma a meno di 1.480 chilogrammi, di cui fino a 40 di materiali riciclati.
I propulsori sono tutti elettrificati: la T-Roc è la prima “auto del popolo” equipaggiata con motorizzazioni interamente ibride, oltre che con un nuovo livello di sistemi di assistenza, che comprende il più evoluto Travel Assist, che debutta così nel segmento. Il lancio avviene con il sovralimentato eTsi da 1.5 litri in versione mild hybrid a 48 Volt con 116 e 150 Cv. La più potente delle due è stata anche la variante provata, che ha confermato la sua tonicità con uno spunto di 8,9'' per passare da 0 a 100 all'ora. Rispetto ai consumi dichiarati – tra 5,6 e 6 l/100 km – quelli rilevati dopo un giro di oltre 150 chilometri non si sono discostati troppo (7 l/100 km) nonostante una guida non troppo attenta (per niente) alla sostenibilità. Per l'anno prossimo Volkswagen ha già promesso il duemila eTsi mild hybrid da 204 Cv a trazione integrale e la doppia declinazione full hybrid dell'eTsi da 1.5 litri: con 134 e 170 Cv. Poi, nel 2027, toccherà alla variante R ad alte prestazioni da 333 Cv, sempre rigorosamente ibrida.




