G. De Villiers sulla Toyota Hi-Lux

2^ tappa e leadership a De Villiers su Toyota Hilux, dietro Terranova con la MINI

di Franco Carmignani
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JEDDAH - La Dakar volta pagina e inizia una nuova avventura. Abbandonata l'America Latina e le catene andine, dove si è corso dal 2009, il viaggio inverso ci porta in Arabia Saudita, che ripropone l'elemento fondamentale della gara inventata da Thierry Sabine: il deserto!

Il percorso di questa prima edizione della Dakar in Arabia Saudita esplora le vaste distese del più grande paese del Medio Oriente. I piloti e gli equipaggi sono chiamati ad affrontare un totale di 7.500 km, di cui 5.000 km di speciali.

In un paese dove il deserto è il re, il 75% del rally sarà su sabbia... tutti i tipi di sabbia.
Vicino al confine con la Giordania, gli alpinisti possono scalare il Jabal el Lawz - la Montagna delle Mandorle -, con un picco di oltre 2.500 metri sul livello del mare. Per i concorrenti di Dakar, invece, questa vasta regione montuosa che si estende fino alla regione di Ha'il sarà più che altro un labirinto. I migliori navigatori potranno fare la dierenza rimanendo sulla rotta a zigzag attraverso le valli.

Il pronostico è fin troppo facile.

Nasser Al-Attiyah vincitore dell'edizione 2019, terzo sigillo in carriera dopo Dakar 2011 con la VW Touareg e 2015 con la MINI, è perfetto nei panni di “Principe del Deserto” correndo praticamente in casa negli scenari che conosce alla perfezione. Il campione qatariano è il leader del Toyota Gazoo sudafricano che gestisce gli Hilux ufficiali, compreso quello di Fernando Alonso, l'uomo più atteso di questa edizione. “Nando” ha fatto molta esperienza in questi ultimi mesi con la Toyota Hilux, affiancato da Marc Coma.

"Corro la Dakar per vedere com'è, ma ancora di più per finirla – dice l'ex ferrarista - So che sarà molto difficile. E' una sfida interessante, certamente impossibile sulla carta, ma voglio affrontarla e imparare. E la preparazione che ho fatto negli ultimi mesi mi ha arricchito come pilota, che è una delle mie priorità quando affronto questo tipo di sfide: essere migliore alla fine di ognuna di esse".

Con la Hilux ci sono anche il sudafricano Giniel De Villiers, che ricordiamo vincitore nel 2009 della prima edizione disputata in Sud America, e il solido olandese Bernhard De Brinke, mentre il saudita Yazeed Al Rahj ha l'Hilux della Overdive

A contendere la vittoria allle vetture giapponesi ci provano Nani Roma con l'inedito Borgward BX7 DKR EVO, con il quale ha debuttato con un settimo posto al Rally del Marocco, mentre alla la Baja Portalegre ha conquistato un eccellente secondo posto, e lo squadrone MINI che schiera un poker d'assi composto da Stephane Peterhansel, l'inavvicinabile recordman della corsa, Carlos Sainz che nella bacheca di casa ha già i due trofei del 2010 e 2018, Jakub Prsygonski e Orlando Terranova, e per gradire anche Martin Prokop con un Ford Raptor e Khalid Al Qassimi con la sua Peugeot 3008 DKR.

Tra gli italiani Andrea Schiumarini e Marco Carrara con le Mitsubishi dell'RTEAM, mentre nel settore moto dove KTM cerca di allungare la sua serie ininterrotta di 16 vittorie con Toby Price, Matthias Walkner o Sam Sunderland, sono da seguire Jacopo Cerutti e Maurizio Gerini con le Husqvarna del Solary Team di Castiglion Fiorentino, Francesco Cattaneo con la Yamaha WR 450 Rally assistita dal TMF Racing Team, Mirko Pavan con la Beta RR430, Alberto Bertoldi con una KTM 450 Factory, Cesare Zucchetti e Fabio Fasolo con le KTM 450 Rally e Matteo Olivetto con un'altra KTM EXC.


La tappa d'apertura di domenica 5 gennaio da Jeddah a Al-Wajh, 433 km di trasferimento e 319 km di Prova Speciale, ha registrato la vittoria a sorpresa dei lituani Vaidotas Zala e Saulius Jurgelenas con una Mini John Cooper Works Rally diesel preparata da X-Raid, che hanno preceduto Peterhansel (+2'14e Carlos Sainz (+2'50 con le MINI ufficiali. Al-Attiyah quarto con un distacco di cinque minuti e mezzo, mentre Alonso, tredicesimo accusa un distacco di un quarto d'ora. Tra le moto Toby Price ha subito il suo autografo, anche se lo yankee Ricky Brabec su Honda CRF 450 Rally ufficiale HRC gli arrivato diettro a soli 5

La seconda tappa da Al Wajh a Neoma si subito divertita a rimescolare le carte. Grande protagonista il saudita Jazeed Al Rajhi con il Toyota Hilux al comando per buona parte della prova speciale di 367 km, salvo commettere un errore nel finale che ha aperto la strada del successo a Giniel De Villiers pure con una Toyota. Il sudafricano ha preceduto l'argentino Orlando Terranova con la MINI. Guai grossi per Fernando Alonso che dopo una serie di errori ha chiuso con due ore e mezzo di ritardo.

Nella classifica generale dopo due tappe De Villiers primo davanti a Terranova (+3'54 e Al Qassimi con la sempre valida Peugeot 3008 DKR (+5'42. Al-Attijah e Carlos Sainz sono leggermente più staccati, con ritardi intorno ai tredici minuti.

Tra le moto ha svettato la KTM di Ross Branch. Il pilota del Botswana ha praticamente sprintato su Sam Sunderland che, complice il ritardo di Pryce, passa in testa alla generale.

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Lunedì 6 Gennaio 2020 - Ultimo aggiornamento: 14-01-2020 09:40 | © RIPRODUZIONE RISERVATA