la E2 di Geely

Cina, i gioielli in mostra. Sbarca in Italia la E2 di Geely, l’auto più venduta nel più grande mercato del mondo

di Nicola Desiderio
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Quando la vettura di segmento B più venduta al mondo si avvicina ai mercati dove questa fascia vale un quinto delle targhe, è bene che tutti drizzino le antenne. Si chiama Geely E2, in poco meno di un anno ha venduto oltre 500mila unità diventando la numero uno assoluta in Cina ed è in arrivo anche da noi sul dorso di un nuovo gigante dell’automotive che è il secondo costruttore cinese e negli anni ha silenziosamente messo solide radici in Europa. Parliamo infatti del padrone di Volvo, Lotus, Polestar, London EV (quelli che costruiscono i famosi taxi cab londinesi), di quello che ha il 50% di Smart, il 17% di Aston Martin e controlla quasi il 10% di Mercedes-Benz, che si è inventata nuovi marchi come Lynk&Co. e Zeekr e collabora con Renault sia per la Horse Powertrain (quelli che costruiscono per la casa francese tutti i sistemi di propulsione che comprendono motori a combustione interna) sia per la Renault Korea Motors di cui detiene il 34%, senza contare il controllo di due marchi storici del motociclismo italiano come Benelli e Morbidelli. Insomma, per dirla con due consumati refrain: non si fanno mancare nulla e non li abbiamo visti arrivare.

Almeno fino a qualche mese fa quando Geely ha deciso di entrare in prima persona sul mercato europeo con la EX5 e la Starray facendoci sapere che dal 2023 ha un centro stile attivo anche a Milano e capire chiaramente che questo è solo l’inizio di un’offensiva che comprende non solo con l’elettrico, l’ibrido plug-in, ma anche con il full hybrid, l’elettrico ad autonomia estesa, la guida autonoma, l’intelligenza artificiale e le architetture definite da software con potenze fino ad oltre 1.400 TOPS. Un menu fatto dunque di ingredienti ricchi e saporiti che, dopo gli antipasti, prevede la nuova E2 che in Cina si chiama Geome Xingyuan e EX2 in altri mercati. Geely però in Europa vuole dedicare le lettere EX ai Suv e accreditare la sua piccola come una normale hatchback 5 porte per schierarla contro le dominatrici assolute dei nostri mercati.

È lunga 4 metri e 13 e alta ben 1 e 57, ma la larghezza generosa (1,8 metri) non la fa sembrare neppure una crossover, in più ha elementi di stile che caratterizzano anche altre vetture cinesi, come le superfici lisce e raccordate. Con il muso corto, il tetto arcuato a contrasto e il design dei cerchi a quadrifoglio, la E2 dice chiaramente che è un’auto elettrica fatta per accarezzare l’aria dando una sensazione di morbida compattezza, leggerezza e naturalità con i fari anteriori ispirati alla piuma e i cerchi a forma di quadrifoglio. Ma il meglio questa cinesina lo ha dentro.

La plancia, tutta digitale, conta su una strumentazione da 8,8” e uno schermo centrale a sfioramento da 14,6” che è il terminale di una piattaforma elettronica centralizzata che gira sul sistema operativo Flyauto. Per fortuna, non soffre di digitofagia acuta lasciando ancora ai tasti fisici la climatizzazione, la regolazione degli specchietti, l’apertura dei finestrini e quella del generoso cassetto da ben 10 litri al quale si aggiungono tanti pratici e capienti vani, come i due cassettini da 14 litri ciascuno nascosti sotto il divanetto posteriore. Ci sono qualità nelle finiture e tante finezze come le bocchette posteriori e l’illuminazione ambiente a 256 colori accanto a poche leggerezze come il piantone del volante regolabile solo in altezza.

E c’è una disponibilità di spazio davvero notevole che non riguarda solo i passeggeri perché il bagagliaio, provvisto di portellone elettrico, va da 375 a 1.320 litri mentre i pistoni ad aria per il cofano anteriore rendono comodo quanto leggero l’accesso al frunk da ben 70 litri. Tale generosità è dovuta al motore posizionato posteriormente che vuol dire anche spazi di frenata inferiori (36,9 metri da 100 kmh), un diametro di sterzata contenuto (9,9 metri) e, per quanto abbiamo potuto verificare attraverso una brevissima presa di contatto, un comportamento stradale interessante nonostante quello provato fosse un esemplare con tarature morbidamente cinesi per sterzo e sospensioni.

Due le varianti: una da 58 kW con batteria da 30,1 kWh e un’altra da 85 kW con batteria da 40,2 KWh, in entrambi i casi con chimica LFP e la possibilità di ricaricarsi dal 30% all’80% in 25 minuti. Per l’autonomia si parla rispettivamente di 310 km e 410 km, ma con il ciclo CLTC, ben più clemente del nostro WLTP. Troppo poco? Vedremo se Geely ha previsto un serbatoio più capiente. Di sicuro ad Hangzhou stanno studiando una versione full-hybrid, magari basata sul nuovo sistema i-HEV che dichiara un rendimento record del 48,4%, attesa per la metà del 2027. La E2 elettrica invece arriverà già in autunno e la prevendita inizierà prima con un prezzo che deve far drizzare le antenne: intorno ai 20mila euro.

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domenica 14 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:46 | © RIPRODUZIONE RISERVATA