Serie F Lightning

Ford, il Re della nuova era. Dopo i successi della Mustang Mach-E, l’Ovale Blu lancia il Serie F Lightning

di Alessandro Marchetti Tricamo
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La Borsa ama Jim, gli azionisti anche. Lui è Jim Farley dallo scorso ottobre numero uno di Ford, 59 anni appena compiuti e fisico da ex giocatore di football. I suoi piani ambiziosi sul futuro del marchio hanno spinto in alto il titolo, quasi quanto un tweet di Elon Musk patron di Tesla: nell’ultimo mese a Wall Street Ford ha guadagnato più del 40% e ora l’azione vale più di un panino con pollo e carciofini da Starbucks. Una passione, quella per Farley, che gli investitori non hanno mai mostrato nei confronti dei suoi predecessori, Mark Fields e Jim Hackett. Questione di carisma e di quel “disruptive” che Farley usa spesso parlando della sua gestione. Parte tutto dall’elettrificazione, mantra comune del settore, che al quartier generale di Dearborn è una certezza come il menù dell’Eagle Tavern al museo Henry Ford: più di 30 miliardi di dollari di investimento entro il 2025 (8 in più di quelli annunciati a febbraio). Secondo le stime nel 2030 le elettriche pure rappresenteranno circa il 40% delle vendite Ford. E per la gioia degli azionisti la loro profittabilità sarà maggiore di quella degli attuali veicoli tradizionali.

Farley ha lanciato la strategia partendo dalle icone del marchio. La Mustang ad esempio, oggi trasformata in suv con la Mach-E, per poi passare al Transit (2022) e all’autentica regina di Casa, i pick-up della famiglia F-150: la sua versione Lightning a batteria da 563 cv negli Stati Uniti ha ottenuto 44.500 ordini nelle prime 48 ore di commercializzazione. Il piano passa per un coinvolgimento diretto nella produzione delle batterie con la realizzazione del centro di ricerca e produzione Ford Ion Park in Michigan. A questo si aggiunge l’investimento in Solid Power, una startup del Colorado specializzata nella tecnologia ad elettrolita dello stato solido: la soluzione garantisce una maggiore sicurezza e delle autonomie superiori a quelle degli attuali sistemi al litio. Entro la fine di questo decennio, gli americani puntano ad avere una produzione di batterie pari a 240 gigawattora nel mondo.


Un altro aspetto che piace agli investitori è la riduzione delle piattaforme, aspetto che consente di tagliare i costi e rendere più vicino il raggiungimento dell’obiettivo dell’8% di margine. Oggi Ford ha cinque architetture: una per i veicoli elettrici, una per i commerciali, una per i truck, una per i modelli a trazione anteriore e una per quelli a trazione posteriore. La crescita però della gamma dei veicoli elettrici ha spinto a sviluppare una nuova piattaforma per le elettriche, così flessibile da poter essere utilizzata come base per suv, pick-up e veicoli commerciali. In una slide presentata agli analisti durante il “Capital Market Day” di fine maggio sono almeno sei i modelli che nasceranno su questa architettura. Bronco, Ranger, Explorer e Lincoln Aviator compresi.


In Europa il discorso è differente: dopo la Mustang Mach-E (attesa a fine anno anche in versione GT) altri modelli yankee a batteria potrebbero arrivare da questa parte dell’Oceano, anche se nel Vecchio Continente tutto ruoterà sulla partnership con il gruppo Volkswagen che consentirà a Ford di poter contare sulla MEB, la piattaforma dei tedeschi specifica per veicoli elettricii. Entro il 2030 le Ford europee saranno tutte elettriche e due terzi delle vendite dei veicoli commerciali saranno elettrificati.  Senza dimenticare le icone tanto care a Farley: in Europa nei giorni scorsi sono state consegnate le prime Mustang Mach 1 con il 5 litri benzina V8 da 460 cavalli, la versione più potente mai arrivata dalle nostre parti. Una parentesi rock nel silenzioso mondo delle elettriche.

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Martedì 22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento: 30-06-2021 18:04 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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