Alfa Romeo, da maggio a Cassino saranno
prodotte 100 Giulia e Stelvio in più al giorno

di Diodato Pirone
Solo due giorni fa Sergio Marchionne, durante la presentazione dei conti del primo trimestre 2017, ha annunciato che lo Stelvio , il primo suv dell'Alfa Romeo, ha raggiunto la quota dei 10.000 ordini in Europa e ora la fabbrica di Cassino si prepara a rispondere alla domanda del mercato con un aumento della produzione. "Da maggio lo stabilimento sfornerà 300 Stelvio e Giulia per turno su due turni contro gli attuali 250/260 pezzi e speriamo che il buon andamento della domanda abbia ulteriori riflessi positivi sull'occupazione", dichiara Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim-Cisl.
 
Non è chiaro se le ulteriori 100 vetture giornaliere saranno sufficienti a soddisfare le richieste dei due modelli dell'Alfa che in queste settimane stanno sbarcando in molti mercati "minori", dalla Turchia all'Ucraina, senza contare gli Stati Uniti dove lo Stelvio dovrebbe essere lanciato il 30 giugno. Fatto sta che la presentazione della trimestrale ha permesso di definire meglio gli ambiziosi obiettivi del 2017 per la fabbrica di Cassino. Marchionne ha infatti dichiarato che per quest'anno prevede di costruire in Italia 230.000 vetture con i marchi Alfa Romeo e Maserati. Poiché le Maserati programmate per quest'anno sono circa 50.000 e le Alfa costruite fuori Cassino (Mito e 4C) saranno circa 20.000, ne consegue che la missione di Cassino sarà quella di assemblare 160.000 pezzi suddivisi fra circa 50.000 Giulietta e 110.000 Giulia e Stelvio.
 
Numeri consistenti che dovranno trovare conferma nella domanda dei mercati internazionali che nelle ultime settimane stanno inviando buoni segnali anche per la Giulia che a marzo ha venduto quasi 500 esemplari in Gran Bretagna, circa 90 dei quali della costosa versione Quadrifoglio. Per aumentare la produzione, a Cassino sono già stati assunti 750 giovani con, per ora, contratto interinale a 4 mesi mentre altri 300 operai arrivano ogni giorno in pullman da Pomigliano. Si tratta di 1.050 unità che si aggiungono ai 4.300 dipendenti "storici" dello stabilimento che quest'anno, finalmente, non faranno cassa integrazione.
 
Il buon andamento della domanda di Giulia e Stelvio ha rilanciato nei corrìdoi della fabbrica ciociara, e su alcuni siti, voci sul possibile avvio di un terzo turno notturno, voci che però, al momento, non trovano conferme.
 
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Venerdì 28 Aprile 2017, 11:15
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