Michelin, performance e durata: dalla pista arriva il Pilot Sport 4

di Sergio Troise
VAIRANO - Le case automobilistiche hanno da tempo aggiornato il modo di avvicinare il pubblico ai propri prodotti: non solo saloni e vetrine più o meno illuminati, ma anche test drive, su strada o addirittura in pista. Una scelta intelligente. Ma non basta. Per approfondire i temi legati al comportamento dell'auto, al suo controllo, alla sua sicurezza, dovrebbero “aprire agli utenti” anche i produttori di pneumatici. Ne abbiamo avuta conferma dopo un test organizzato da Michelin, in collaborazione con Audi Sport, sulla pista dell'Automotive Safety Centre di proprietà della rivista Quattroruote, a Vairano (Pavia).

Qui il colosso francese della gomma ha presentato il nuovo Pilot Sport 4, pneumatico destinato a vetture premium e sportive di serie in sostituzione del Pilot Sport 3, su cerchi di misura compresa tra 17 e 19 pollici. «Auto per chi usa la macchina tutti i giorni, per il lavoro e la famiglia, ma non vuole rinunciare al piacere della guida» dicono i responsabili del progetto. In nome e per conto di utenti della strada impossibilitati a “provare le scarpe” con cui verranno equipaggiate le loro automobili, abbiamo dunque potuto verificare noi i progressi fatti in materia di “calzature”. E abbiamo accertato che ciò che ci raccontano è tutto vero. E rassicurante


Abbiamo potuto farlo mettendo a confronto il comportamento di vetture Audi (A 3, A4 Avant quattro e TT Roadster) equipaggiate con pneumatici Pilot Sport 3 e Pilot Sport 4, affidandoci alla infallibile controprova della telemetria. Insomma, un test “vero”, non una semplice impressione di guida, nel quale sono state riscontrate differenze di resa molto interessanti. Qualche esempio: nel test di frenata, a parità di velocità (85 km/h), i valori di scarto tra le due gommature sono risultati, in media, dell'ordine di quasi 2 metri (30,7 contro 32,6). Nel test in curva continua, svolto su un “tondo” di 360 gradi inondato d'acqua, con i controlli elettronici di stabilità disinseriti, lo scarto di velocità ha oscillato tra 5 e 7 km/h. Per la prova di handling in pista (non cronometrata) ha fatto fede la sensazione di sicurezza legata alla precisione di guida.


L'unico valore non riscontrabile è stato quello sulle capacità di durata, per il quale Michelin dichiara un miglioramento del 19,6% rispetto al Pilot 3. Ma che cosa c'è dietro i progressi del nuovo pneumatico? «Un duro lavoro di ricerca e sviluppo, investimenti per 700 milioni euro e l'impegno di 1.700 addetti», dicono con orgoglio in casa Michelin, sottolineando in particolare i vantaggi ottenuti nel comportamento su fondo bagnato. Un pregio, questo, legato anche all'esperienza fatta nelle corse di Formula E, che gareggiano esclusivamente su circuiti cittadini (dunque sulle stesse strade delle auto “normali”) e che, per regolamento, non possono utilizzare gomme rain in caso di pioggia.

Un dettaglio fondamentale per definire il disegno del battistrada e per rendere la mescola “idrofoba”, ovvero capace di scaricare quantità d'acqua notevolissime, a vantaggio della tenuta in curva, delle capacità di frenata e della riduzione del rischio acquaplaning. Il tutto rientra nella strategia Total Performance di Michelin, che sfrutta la tecnologia Dynamic Response: una innovazione incentrata su una inedita cintura ibrida di aramide e nylon, denominata tela a zero gradi, dalla struttura molto resistente, con nuove percentuali di silice e di altri materiali, in grado di assicurare migliori capacità di rotolamento, dunque di disperdere meno energia; di trasmettere migliore reattività e controllo in curva; soprattutto - come dimostrato dai test - di offrire qualcosa in più nell'handling sull'asciutto e nella frenata sul bagnato. Qualità certificate, tra l'altro, da TÜV SÜD (Technischer Überwachungsverein) e Ares Dekra, i principali organismi internazionali indipendenti per i test di valutazione e sicurezza.
 
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Martedì 3 Maggio 2016, 15:31
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