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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
La nuova Renault 5 elettrica ormai pronta al lancio

Renault cambia marcia, è l'effetto de Meo: risultati record e scatta l'era Ampere

di Giorgio Ursicino

Se Stellantis è un ciclone, Renault sta scuotendo il mondo dell’auto con la forza di un uragano. E siamo solo alla vigilia della immense novità che daranno ulteriore linfa al cambiamento. Nel settore lo “tsunami buono” ormai viene identificato come «effetto de Meo». Una riorganizzazione così profonda che nessun altro concorrente ha avuto il coraggio (o l’audacia...) di effettuare. Uno stravolgimento quasi totale. Ma, a pensarci bene, di una logica disarmante che, nonostante i numerosi imprevisti di questa fase convulsa, ha dato i suoi frutti, trasformando gli inappellabili risultati finanziari in una marcia a dir poco trionfale. Un’impennata amica che ha invitato i vertici della Regie a rivedere al rialzo i già ambizioni target annuali, planando su numeri e margini ottimali per un’azienda di mobilità, previsti invece per quando la transizione potrà dirsi completata.

Prima di tutto vediamo cosa accadrà nello scacchiere del “prodotto” che resta l’arma segreta per chi è impegnato sul mercato. I modelli freschi attirano il cliente e consentono di fare tutte quelle sinergie e “saving” che permettono di sfoggiare una marcia in più. La casa francese è iperattiva e la transizione è orgogliosa di comunicarla. Quindi l’obiettivo è quello di stare sempre al centro della scena, catalizzando la luce dei potenti riflettori. Fra pochi giorni, ad inizio settembre, è in programma lo IAA Mobility 2023, il Salone automobilistico di Monaco per dirla alla vecchia maniera. Una kermesse che vedrà fra i protagonisti anche le “new entry” dell’elettronica e della digitalizzazione (Meta, Samsung, Amazon, Qualcomm e Mobileye) che sono diventate partner privilegiate (non chiamateli fornitori...) per realizzare quella piattaforma che prima non c’era e consente alle vetture di entrare in una nuova dimensione al di là della scontata elettrificazione già in atto.

Il programma, come ogni motor show che si rispetti, è segreto, ma i rumors parlano dei «modelli della svolta». Molto probabilmente vedremo la nuova “5”, rinascita di un’icona storica, e la Scenic dell’era moderna. Entrambe hanno un antenata che ha lasciato un segno profondo nell’evoluzione della specie. Tutte e due saranno esclusivamente a batterie, quindi sorrette da una base nativa elettrica. Grande attesa c’è per la prima che utilizzerà un pianale più compatto della Megane e potrebbe portare ad nuovo corso per la tecnologia ad elettroni spinta da prezzi inferiori, quindi più attraenti. La 5 sarà seguita a ruota dalla 4 con cui formerà un tandem pronto a ricordare i vecchi tempi. Questi gioielli hanno un ruolo primario nell’articolato piano del Renault Group (sempre guidato da de Meo) trasformato in una holding.

La capogruppo non avrà una funzione altamente operativa, lasciata invece alle società satelliti che faranno indubbiamente lievitare il valore. Uno scenario particolarmente attraente per un vecchio gigante che poco tempo fa ha attraversato una crisi che ne aveva addirittura messo in crisi l’esistenza. L’ex “car guy” di origini pugliesi, diventato famoso per come domava le strategie di marketing, ha mostrato sorprendenti doti di finanziere che conosce i meandri della borsa (scuola Marchionne...), spacchettando gli asset e moltiplicando i soldini. Un esempio per tutti. Prima le attività di motorsport erano considerate solo un costo. Il ceo, qualche giorno fa, ha accolto come investitori RedBird Capital Partners, Otro Capital e Maximum Effort Investments che hanno acquisito il 24% dell’Alpine Racing Limited nel Regno Unito (la divisione che si occupa solo dei telai di F1) per 200 milioni.

L’intera unità che rappresenta appena una parte delle numerose attività sportive (c’è anche la parte power unit in Francia, il Mondiale Endurance e la nascente divisione Dakar per Dacia) vale quindi quasi un miliardo. Ma le cose più emozionanti riguardano la parte produzione letteralmente riplasmata. Tutti i motori termici (soprattutto ibridi) sono stati scorporati (dal primo luglio) e sono confluiti in una joint venture paritetica con la cinese Geely. Entro la fine dell’anno subirà uno spin off anche la parte che si occupa di veicoli solo elettrici: si chiamerà Ampere, sarà guidata dallo stesso de Meo e verrà quotata in borsa a Parigi.

Quanto varrà? Ancora non si sa, ma la sua capitalizzazione potrebbe competere con quella della holding. Ampere sarà la prima azienda di auto elettriche di un costruttore tradizionale, la prima ed unica società di vetture a batterie (BEV) operante in Europa. Dove produrrà? Solo in Francia. La quadratura del cerchio, si torna alle origini, con la benedizione dell’Eliseo. La fantasia può essere decisiva al pari della competenza...

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Martedì 8 Agosto 2023 - Ultimo aggiornamento: 11-08-2023 11:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA